Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia
Federazione Provinciale di Brescia
"Leonessa d'Italia"
 

  14) - La patrona degli artiglieri: Santa Barbara
di Nicomedia
Vergine e Martire
principale patrona, presso Dio, degli Artiglieri Italiani
(Bolla di Sua Santità PIO XII – 4 dicembre 1951)


PREMESSA
Il Cristianesimo era sorto come una ventata improvvisa e, agli inizi del IV secolo, non era stato ancora riconosciuto ufficialmente dagli imperatori romani, tanto da acuire le persecuzioni pagane. Duri agli stenti, alle torture, ai sacrifici quotidiani, costretti a vivere sottoterra in buie catacombe, i Cristiani cercavano conforto alle persecuzioni e alla loro miseria rifugiandosi nella religione nuova del Cristo. Fino al III secolo gli stessi Papi del tempo non sfuggivano a tali costrizioni.
In questo stato di cose si deve far risalire la nascita della nostra PATRONA le cui vicende sono un insieme di storia e di leggenda.
Gli storici, infatti, non sono d’accordo circa l’anno di nascita di Barbara. Secondo notizie raccolte dalla “Leggenda Aurea” di Jacopo di Varazze, Arcivescovo di Genova (1292 – 1298) e secondo gli agiografi più attendibili, Santa Barbara nacque nel periodo dell’impero di Massimiliano, nel III secolo verso il 217 d.C. a Nicomedia di Bitinia (l’odierna Ismidt a sud-est di Scutari in Asia, da padre Dioscoro.
Erano ancora gli anni in cui le persecuzioni dei cristiani erano feroci, metodiche e accanite; dominava in tutto l’impero il grido rosso di sangue: Christianos ad leones.
Bisogna giungere all’anno 313 con la proclamazione dell’editto di Milano da parte dell’Imperatore Costantino perché i cristiani potessero professare la loro fede con liberta di culto e riavere i loro beni materiali.

LE VICISSITUDINI TRA STORIA E LEGGENDA A Nicomedia, città della Bitinia - come narra anche il Colonnello d’Artiglieria Edmondo Raimondi in una sua ricerca e come pubblica “l’Artigliere”- viveva una giovinetta di nome Barbara.
Era bellissima, aveva capelli corvini e grandi occhi azzurri da cui traspariva il suo animo grande e gentile.
Gli storici di tutti i tempi, esaltando la sua bellezza e le sue virtù; dissero che nacque verso la metà del III secolo d.C.
In quell’epoca, come detto, i più erano pagani; la religione cristiana penetrava solo lentamente e segretamente attraverso innumerevoli ostacoli; chiunque fosse stato sorpreso a professarla andava incontro ad orribili pene. Giunse in quel tempo a Nicomedia il Vescovo Origene che intuì in Barbara l’indole incline al misticismo e a un vero istinto celeste: A poco a poco convertì la giovinetta al cristianesimo impartendole il Battesimo e, così, ben presto Barbara divenne un’ardentissima credente.
  Opera lignea dello scultore
Ferdinando PERATONER di Ortisei (BZ)
Il padre Dioscoro, non s’avvide del mutamento spirituale; non gli sfuggi, invece, che crescendo negli anni sfolgorava di meravigliosa bellezza. E la promise in sposa ad un giovane ricchissimo; grande fu la sorpresa di Dioscoro vedendo Barbara opporsi fermamente alla sua proposta. Dapprima con preghiere, promesse, allettamenti vari, poi ire e minacce; alfine insospettito dallo strano contegno della figlia la fece sorvegliare venendo così a scoprire che Barbara, lasciata la religione degli avi, aveva abbracciato quella cristiana!
Reso furibondo da tale scoperta Dioscoro, dopo averla scongiurata e percossa invano, la trascinò davanti al prefetto Marciano con l’accusa di apostasia. Questi sfogò tutta la sua ira e la consegnò ai carnefici perché, in obbedienza alle spietate leggi del tempo, venisse martirizzata.
Il virgineo suo corpo fu sottoposto ad inaudite crudeltà; fustigata a sangue; martellata in testa con mazze ferrate; lacerate le carni con uncini acutissimi; tormentato il corpo con fiaccole ardenti... ma Barbara serenamente e stoicamente resisteva. Allora, denudata e grondante di sangue, fu trascinata sui bastioni della città – quale tristissimo esempio e monito ai neofiti – ma la morte non sopraggiungeva.
Il prefetto Marciano, allora, sentenziò che la vergine fosse decapitata mentre il padre Dioscoro, sempre più furibondo, chiedeva ed otteneva di essere lui l’esecutore della sentenza, vibrando egli stesso il colpo mortale.
Questo avvenne il 4 dicembre del 305 d.C.
Rotolata dal ceppo la bella testa insanguinata, Dioscoro , preso da folle spavento, tentava di fuggire inorridito, ma un fulmine lo incenerì e il vento disperse le sue ceneri.

Così narra l’antica leggenda di S.Barbara, Vergine e Martire di Nicomedia.

Le spoglie di Barbara vennero sepolte in Nicomedia. Poi verso il 520 vennero traslate a Costantinopoli e nel 991 vennero donate alla Città di Venezia.
Burano (piccola isola della laguna veneta) è la sede dove sono custodite, dapprima fino al 1926 nella chiesa di S.Martino e poi nella locale Cappella dei Caduti.

SANTA BARBARA NELL’ARTE
La fine così raccapricciante della giovinetta aveva lasciato una traccia tanto vivida nelle coscienze. E, pertanto, quella storia, tramandata di generazione in generazione, si diffuse nelle più lontane propaggini dell’Impero.
Ne seguì un culto tanto forte da lasciare impronte ancor oggi visibili e verificabili anche mediante l’arte. Tanto è vero che molti artisti gareggiarono nel ricordare il Martirio subito da S.Barbara con opere veramente pregevoli che, in genere, riproducono anche la “Torre di S. Barbara” diventata un simbolo, dopo che la giovinetta l’aveva voluta con tre finestre, perché ella sosteneva con forza che “Tre sono le sorgenti di luce” che illuminano ogni uomo che viene in questo mondo: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”.
La più insigne di tali opere è la S.Barbara di Jacopo Palma il vecchio, quadro del 1500 che si trova a Venezia nella chiesa di S.Maria Formosa.
Opere di grande valore artistico dedicate alla Santa esistono anche nelle città di Brescia dove nella chiesa di S.Maria in Silva vi è un’opera di Lattanzio Gambara che lo eseguì nel 1568: Un altro grande pregio che ne ricorda il martirio esiste nel Santuario “Delle Grazie” che è opera di Pietro Rosa discepolo di Tiziano Vecellio. Il quadro maestoso si ammira sull’altare (il primo entrando a destra) cosiddetto della “Scuola Bombardieri” che fu eretto al tempo della Repubblica di Venezia ed assegnato come sede religiosa per “Bombardieri, Artiglieri e Artifcieri”.
Anche a Trescore Balneario, nella bergamasca, vi è una importante testimonianza del culto di S.Barbara. E’ l’oratorio dedicato alla protettrice dai fulmini e dalla morte improvvisa. Esso fu affrescato nel 1524, su incarico del nobile bergamasco Battista Suardi, dal pittore veneziano Lorenzo Lotto che realizzò una grande scenografia della vita e della morte di Barbara traendone gli spunti dalla “Leggenda Aurea” scritta in latino da Jacopo da Varesine e tradotta in volgare nel 400.
Nella chiesa di S.Fedele in Como vi è una reliqua di S.Barbara a testimonianza di come i ricordi della nostra Patrona siano un po’ dovunque sul territorio nazionale.

SANTA BARBARA NELLE COSCIENZE
Gli accadimenti sia storici che leggendari e i modi di dire lasciarono un segno profondo nelle percezioni dei fedeli tanto da indurli a sceglierla spontaneamente quale Patrona ancor prima della relativa ufficializzazione da parte della Chiesa. Il che avvenne solo nel 1951 con Bolla di Pio XII. E poi, n quegli anni il Cardinale Roncalli – Patriarca di Venezia – aggiungeva S.Barbara agli altri Patroni di Venezia.

Ogni Arma ha il suo santo protettore, e noi Artiglieri riteniamo che nessuno eguagli, per diffusione e per devozione, la nostra Bella Santa Barbara che è, anche fuori dalle categorie militari, uno dei Santi più popolari e più venerati.

Coerentemente con tanta devozione, tutte le organizzazioni artiglieresche sparse nelle varie realtà provinciali, promuovono raduni e cerimonie per onorarne la memoria rinsaldando, così, i rapporti interpersonali e interassociativi anche sul piano spirituale.

Uniformemente a tanto attaccamento ed in memoria dei "valori" propugnati in ambito associativo, presso tutte le Sezioni Artiglieri vengono conservati i "ricordi" sia dei frequenti raduni che delle ricorrenti commemorazioni della Santa Patrona. Come avviene presso la Sezione di Brescia "centro" - che è anche sede della Federazione Provinciale A.N.Art.I. - dove, insieme a tanti cimeli, è gelosamente conservata la pregevole statua di Santa Barbara (vedi fotografie). opera lignea dello scultore Ferdinando Peratoner di Ortisei (BZ).

Edited by Tiziano53 - 2013