Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia
Federazione Provinciale di Brescia
"Leonessa d'Italia"
 

  9) - Collana di preghiere, inni e poesie


INDICE (fare "clik" sul titolo per andare direttamente al testo del singolo brano)

A) - PREGHIERA DELL'ARTIGLIERE

B) - LA BANDIERA

C) - INNO NAZIONALE ovvero INNO DI MAMELI ossia INNO DEGLI ITALIANI

D) - INNO DELL’ARTIGLIERE

E) - CANTA ARTIGLIER

F) - L’ARTIGLIERIA ORGOGLIO E MEMORIA

G) - EROI D’ITALIA

H) - L’ARTIGLIERE NEL SOLE

I) - LA COLOMBA

J) - IL CIELO

K) - PREGHIERA PER I CADUTI

L) - PREGHIERA DELLE FAMIGLIE PER I CADUTI E I DISPERSI IN GUERRA

M) - PREGHIERA DEI COMBATTENTI E REDUCI

N) - PREGHIERA DEL REDUCE

O) - UN PENSIERO PER L’ARTIGLIERE

P) - GLI ALPINI

Q) - L’ALPINO

R) - PREGHIERA DELLA MAMMA DI UN ALPINO

-----------------------------------------------------------------------------------------------------

A) - PREGHIERA DELL'ARTIGLIERE

Dio onnipotente ed eterno,
a Te, Padre delle genti e Signore dell’universo
noi, Artiglieri d’Italia eleviamo i cuori!

Ti ringraziamo per la terra che ci hai donato come Patria.

Dona, Ti preghiamo Signore,il riposo eterno ai nostri Caduti.

Eredi del loro generoso sacrificio,
noi restiamo fedeli alla loro consegna
e alla nostra Bandiera
ma Tu Signore resta accanto a noi.

Purifica con il fuoco del Tuo amore i nostri cuori
e tempra le nostre volontà;
rendici degni di promuovere il bene prezioso della pace
e di costituire in fraterna collaborazione con tutti i popoli
un mondo più libero e più giusto.

Donaci, Ti preghiamo Signore,
la forza di custodire e difendere,
anche con il nostro generoso servizio alla Patria
la serenità delle nostre case
e la dignità della nostra terra.

AMEN!

(nuova edizione pubblicata sul n° 1 / 1999 de “L’Artigliere”)

Torna ad inizio pagina

 

B) - LA BANDIERA

SONO
La terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze della natura che ti circondano,
l’aria che respiri,
il sangue di chi è caduto nell’adempimento di un dovere o nel
raggiungimento di un ideale, per permetterti di vivere libero.

SONO
La zolla che ricopre i tuoi Morti,
la Fede, l’Amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi Avi,
la fatica, l’affanno, la gioia di chi studia e di chi
produce con la mente e col braccio.

SONO
Il dolore, il sudore e la struggente nostalgia degli emigranti,
la tua Famiglia, la tua casa ed i tuoi affetti più cari,
la speranza, la vita dei tuoi figli.

SONO LA TUA BANDIERA, L’ITALIA,
LA TUA PATRIA

Ricordati di me, onorami rispettami e difendimi.
Ricordati che al di sopra di ogni ideologia mi avrai sempre
Unico simbolo di concordia e di fratellanza, tra gli Italiani.
Ricordati che finchè apparirò libera sulle tue strade
Tu sarai libero
Fammi sventolare alle tue finestre, mostra a tutti che
TU SEI ITALIANO/A.


^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

LA STORIA

LA DATA DI NASCITA : il 7 gennaio 1797 la Repubblica Cisalpina (formata dalle città “liberate”
di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia dopo l’avanzata nell’Italia del nord della
armata di Napoleone Bonaparte) adottò la Bandiera TRICOLORE . La seduta si svolse
a Reggio Emilia che, per questo, è ritenuta la patria del Tricolore.

L’ABOLIZIONE : con la caduta di Napoleone Bonaparte e la riconquista austriaca dell’Italia del nord
(1813), il Tricolore fu abolito. Per 35 anni rimase il Vessillo dei movimenti clandestini
repubblicani.

IL RITORNO : Nel 1848 Carlo Alberto, re di Sardegna, la accettò come nuova Bandiera nazionale.
Sul rettangolo bianco compariva lo stemma dei Savoia.

LA REPUBBLICA : nel 1947, a pochi mesi dalla proclamazione della Repubblica, il TRICOLORE, privo
del simbolo sabaudo, viene introdotto nella Costituzione italiana e diventa la
BANDIERA NAZIONALE.

Torna ad inizio pagina

 

C) - INNO NAZIONALE ovvero INNO DI MAMELI ossia INNO DEGLI ITALIANI

FRATELLI D’ITALIA
L’ITALIA S’E’ DESTA,
DELL’ELMO DI SCIPIO
S’E’ CINTA LA TESTA.
DOV’E’ LA VITTORIA?
LE PORGA LA CHIOMA
CHE’ SCHIAVA DI ROMA
IDDIO LA CREO’.

STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’.
STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE.
ITALIA CHIAMO’. SI.


NOI SIAMO DA SECOLI
CALPESTI, DERISI
PERCHE’ NON SIAM POPOLO,
PERCHE’ SIAM DIVISI :
RACCOLGACI UN’ UNICA
BANDIERA, UNA SPEME :
DI FONDERCI INSIEME
GIA’ L’ORA SUONO’

STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’.
STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’. SI .


UNIAMOCI, AMIAMOCI
L’UNIONE E L’AMORE
RIVELANO AI POPOLI
LE VIE DEL SIGNORE;
GIURIAMO FAR LIBERO
IL SUOLO NATIO :
UNITI, PER DIO,
CHI VINCER CI PUO’ ?

STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’.
STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE.
ITALIA CHIAMO’. SI.


DALL’ALPE A SICILIA
DOVUNQUE E’ LEGNANO,
OGN’UOM DI FERRUCCIO
HA IL CORE, HA LA MANO,
I BIMBI D’ITALIA
SI CHIAMAN BALILLA,
IL SUON D’OGNI SQUILLA
I VESPRI SUONO’

STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’.
STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’. SI .


SON GIUNCHI CHE PIEGANO
LE SPADE VENDUTE.
GIA’ L’AQUILA D’AUSTRIA
LE PENNE HA PERDUTE
IL SANGUE D’ITALIA
E IL SANGUE POLACCO
BEVE’ COL COSACCO,
MA IL COR LE BRUCIO’.

STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE
ITALIA CHIAMO’.
STRINGIAMOCI A COORTE
SIAM PRONTI ALLA MORTE.
ITALIA CHIAMO’. SI.


^^^^^^^^^^^^^^^^^

GOFFREDO MAMELI, poeta e patriota italiano, nacque a Genova nel 1827 e cadde a Roma nel 1849. Nel 1848 combattè a Milano e l’anno seguente a Roma alla difesa della Repubblica partecipando, quale aiutante di Garibaldi, allo scontro di Velletri.
Fu gravemente ferito nella difesa di Roma e spirò tre giorni dopo l’ingresso dei francesi nella città.
E’ passato alla storia come il prototipo del poeta romantico combattente per la libertà della Patria.
Autore di numerose odi, tra cui “Fratelli d’Italia” che, musicata da Michele Novaro, è divenuta, dopo il secondo conflitto mondiale, Inno Nazionale.
L’Inno “Fratelli d’Italia” fu composto dal poeta genovese nell’autunno del 1847, all’età di vent’anni e ad accompagnarlo con una melodia fu il maestro di canto torinese Michele Novaro.
L’inno vero e proprio – completo di testo e musiche – nacque il 10 dic. 1847.
La prima esecuzione ufficiale dell’Inno come “Canto degli Italiani” avvenne a Londra nel 1862 quando, all’Esposizione Universale di Londra, Giuseppe Verdi lo eseguì accanto alla “Marsigliese” e a “God save the Queen” nell’Inno delle Nazioni.

================================================================================

NOTA BENE: Che bello sarebbe notare che TUTTI i presenti all’esecuzione dell’Inno cantassero: “tenendo sul petto la mano” (le Signore); “assumendo la posizione di attenti”(gli Uomini); “salutando militarmente” (il Capo drappello).

Torna ad inizio pagina

 

D) - INNO DELL’ARTIGLIERE

LA’ SUL PIAVE INSANGUINATO,
FIERO IN VOLTO AUDACE IN CORE
L’ARTIGLIERE HA CONQUISTATO
NUOVA GLORIA AL TRICOLORE.

AGGRAPPATO AL SUO CANNONE
ANCHE VINTO EI SA RESTAR.
ANCHE INERME IL PETTO OPPONE
S’ORDA OSTILE VUOL PASSAR.

ARTIGLIERE, ARTIGLIERE,
TU SEI SIMBOL DI POTENZA
LA NEMICA RESISTENZA
CONTRO TE NON PUO’DURAR.

FERRO E FUOCO L’ASPRA VIA
CHE IL FUROR NEMICO ARRESTA.
SPAZZA OGNOR L’ARTIGLIERIA
E VITTORIA AL FANTE APPRESTA.

FERVA OVUNQUE LA BATTAGLIA
SULLA TERRA, IN CIELO, IN MARE.
IL CANNONE CHE SBARAGLIA
L’ARTIGLIERE FA TUONARE.

ARTIGLIERE, ARTIGLIERE ……….

MIRA O ITALIA I TUOI CONFINI
CONSACRATI DAL VALORE,
L’ARTIGLIER PEI TUOI DESTINI
FORTE HA IL BRACCIO, FORTE HA IL CORE.

E SE I BARBARI ALL’OFFESA
TEMPRAN L’ODIO E LA VILTA’,
L’ARTIGLIERE IN TUA DIFESA
SEMPRE ED EVUNQUE ACCORRERA’

ARTIGLIERE, ARTIGLIERE …………


(Ricevuta dalla Signora Parolini Silva – Colombare di Sirmione il 27/7/01)

Torna ad inizio pagina

 

E) - CANTA ARTIGLIER

QUANDO SI AVANZA L’ARTIGLIERIA
COI SUOI CANNONI SPAZZA LA VIA.

TROTTA, GALOPPA,SIAMO ARTIGLIER,
VIVA L’ITALIA E I CANNONIER!

BELLE RAGAZZE DAGLI OCCHI NERI,
SIETE LA GHIOIA DEGLI ARTIGLIERI.

TROTTA, GALOPPA,PIENO D’ARDOR,
VIVA L’ITALIA, LUCE DEL COR!

AL ROMBO, AL ROMBO, DEL FIER CANNONE
SALDO E’ NEL CORE D’ITALIA IL NOME.

TROTTA, GALOPPA, A DISTRUZION,
VIVA L’ITALIA E I SUOI CANNON!

QUANDO I SUOI PEZZI HA IN BATTERIA,
SICURA AVANZA, O FANTERIA.

CUORI E CANNONI DEGLI ARTIGLIER
FARAN PER TE FORTI BARRIER!

IERI A CAVALLO, OR COL MOTORE
SEMPRE AGIREMO CON FEDE E ONORE.

TROTTA, GALOPPA, SIAM ARTIGLIER,
VIVA NEI SECOLI i CANNONIER!


(da una raccolta del Col.E. Raimondi)

Torna ad inizio pagina

 

F) - L’ARTIGLIERIA ORGOGLIO E MEMORIA

Artiglieria sei il mio orgoglio.
La mia passione, un divertimento, la curiosità, una tradizione!

Arma dotta, invitta, indomita e insuperabile sai forgiare chi ti ama.
Sai donare core e coraggio a chi ti brama!

Sei stata la fucina di grandi cuori.
Hai dato lo spirito e lo sprone per mille ardimenti!

Chi è stato in Te non può scordar il giallo-nero delle tue “Pipe”,
stimolo incessante di amor patrio e benevolenza per tante vite.

E la memoria è un dono del tuo passato
Perché non fai scordare chi ci ha sopravanzato:

Erano uomini uniti nel pensiero e nella solidarietà.Uomini prodi di fede e di coraggio.
Hanno donato la vita consegnando i gloriosi nomi di storia alla Patria !

E per amore della Patria noi li ricorderemo e rammenteremo il loro anelito di libertà;
con i sentimenti che ci accomunano “Sempre ed Ovunque”.

Perché Essi - oggi - ci potrebbero dire : sii eroico ma non braccare la guerra.
Cerca piuttosto il dialogo e il semplice amore anche – solamente - quello terra terra!


Colonnello a.ris. Lorenzo Vezza
pro tempore Delegato A.N.Art.I. Lombardia
(in occasione del XXIII Raduno Nazionale del 14-15 giugno 2003 in Bergamo)

Torna ad inizio pagina

 

G) - EROI D’ITALIA

...ALL’OMBRA DELL’ANTICA TORRE...
NELL’EPOPEA DEI DIRITTI UMANI...
PRODI DI GUERRE ANTICHE E PASSATE...

I NOMI INCISI NEL MARMO, DONO ALLA PATRIA, ...
AL COSPETTO DEL CIELO NEGLI EVENTI, ...
IN OGNI ALBA DEL DI’, ... AL SOLE RISPLENDONO
NEL TEMPO, ...NEL PIANTO SENZA FINE, ...VERSO
IL SOLE ANDASTE, ...PER ILLUMINARE LA TERRA, ...
NEI CROGIOLI DELLE ANIME, ...NELLA LEGGENDA
DEL CIELO, ...NEL RACCONTO DI IMPERI CHE
SANNO DI STORIA, ...NEL VOLO DEI SENTIMENTI, ...
NELLA GLORIA E PER LA GLORIA, ... COSI’

ALL’OMBRA E AL SOLE DI ANTICA TORRE, ...
NEI TEMPI, ...SALVE, ...ONORE E GLORIA,
A VOI, EROI, CADUTI PER LA PATRIA...


(Poetessa Evelina Sali di Castelleone, il 16/6/01 in Triggolo)

Torna ad inizio pagina

 

H) - L’ARTIGLIERE NEL SOLE

...NEL SEGNO DEL SOLE...
NELLE PAGINE DI STORIA E DI GLORIA...
IL PASSO FERMO E CADENZATO NEGLI ALTI DESTINI D’ARMI...
...UOMINI PRODI DI FEDE E DI CORAGGIO...
...UOMINI TRA UOMINI, UNITI NEL PENSIERO E NELLO SPIRITO DI SOLIDARIETA’...
IN SENTIMENTI CHE VI ACCOMPAGNANO E VI ACCOMUNANO SEMPRE ED OVUNQUE...
NEL SEGNO DEL SOLE...NEL RICORDO DI CHI ...IN SUPREMO ANELITO DI LIBERTA’,
HANNO DONATO LA VITA, CONSEGNANDO I
GLORIOSI NOMI DI STORIA, ALLA PATRIA
E PER AMORE DELLA PATRIA ...SEMPRE ED OVUNQUE
NEL SEGNO DEL SOLE...

VIVA L’ARTIGLIERE
VIVA L’ITALIA



(Poetessa Evelina Sali di Castelleone il 16/6/2001 a Trigolo)

Torna ad inizio pagina

 

I) - LA COLOMBA

C‘E’ NEL CIELO UNA COLOMBA BIANCA,
CHE SVOLAZZA, CHE VOLTEGGIA, CHE MAI SI STANCA;
E’ BELLO GUARDARLA PERCHE’ DONA GIOIOSITA’,
PORTANDO CON IL SUO RAMETTO D’ULIVO, PACE E FELICITA’.

SE LA GENTE FOSSE UNA COLOMBA, LA GUERRA NON ESISTEREBBE,
SAREMMO BUONI COME ABRAMO – MOSE’ - ISACCO – GESU’ E GIACOBBE
NON CREDEREMMO NEL NAZISMO O NEL RAZZISMO.

QUINDI IO PREGO PERCHE’ LA CRISTIANITA’ SIA FECONDA,

IO DESIDERO ESSERE UNA COLOMBA.


(Ricevuta il 9/8/2001 dall’Autrice Carmela Tonni di anni 10 – via Soseto n. 27 – 25085 Sopraponte di GAVARDO).
Pubblicata su “L’Artigliere: n°3/2002 (pag. 10)

Torna ad inizio pagina

 

J) - IL CIELO

IL CIELO IMMENSO,
CHE DELL’ ARMONIA DA IL SENSO.
COLPISCE GLI OCCHI CON LA SUA LUCE DIVINA
CHE DELL’UNIVERSO E’ LA REGINA.
LO SPIRITO ESCE DAL CORPO MIO E VOLA VIA,
E NEL CIELO SI LIBERA L’ANIMA MIA.
IL VENTO ATTRAVERSA L’ANIMO UMANO
COME FOGLIE MORTE CHE CADONO DA UN RAMO
MA POI SI RIALZA E VOLTEGGIA NELL’ARIA VERACE,
NEL CIELO REGNA L’ASSOLUTA PACE!


(Ricevuta da Carmela Tonni – via Soseto, 27 – 25085 GAVARDO (BS) il 3 agosto 2002)

Torna ad inizio pagina

 

K) - PREGHIERA PER I CADUTI

NOI TI PREGHIAMO, O SIGNORE,
PER I NOSTRI FRATELLI CADUTI SUL CAMPO DELL’ONORE
E DEL DOVERE,
PER IL SACRIFICIO CRUENTO DEI NOSTRI MORTI,
PER LA FEDE, LA SPERANZA E L’AMORE
CHE LI ANIMARONO A MORIRE,
PER LA TUA BONTA’ INFINITA
E, PER L’INTERCESSIONE DEI RISPETTIVI PATRONI,
DONA LORO LA GLORIA, A NOI LA PACE,
ALL’ITALIA LA PROSPERITA’ E LA GIUSTIZIA SOCIALE.
FA CHE SIA ASCOLTATO IL GRIDO DEL LORO SANGUE, FA CHE LA
PATRIA SIA DEGNA DI LORO PERCHE’ ESSI CADDERO SENZA
EGOISMO, SANTIFICARONO IL DOVERE E RESERO BELLO IL
SACRIFICIO OFFERTO A TE, O DIO,
PADRONE DELLA VITA E DELLA MORTE.
AMEN.

Torna ad inizio pagina

 

L) - PREGHIERA DELLE FAMIGLIE PER I CADUTI E I DISPERSI IN GUERRA

O SIGNORE, DIO DEGLI ESERCITI, CHE HAI CONOSCIUTO, COME UOMO,
L’AMAREZZA DELL’UMILIAZIONE E IL TORMENTO DELLA FLAGELLAZIONE E DELLA CROCE,
ACCOGLI NELLA LUCE DEL TUO REGNO IMMORTALE LE ANIME DI QUESTI NOSTRI CARI ED
EROICI FRATELLI CHE, NEL DOLORE DELLA MORTE, SONO RIMASTI FEDELI A TE E ALLA PATRIA.

CUSTODISCI LE TOMBE PRIVE DI CROCE, DI PREGHIERE, DI LACRIME E DI FIORI.

FA CHE TUTTI GLI ITALIANI, CONFORTATI DAL LORO ESEMPIO SENTANO SEMPRE PIU’ VIVA
LA PIETA’ DEL RICORDO E LA FIEREZZA DEL LORO SACRIFICIO.

E VOI, O EROICI FRATELLI CHE AVETE IMMOLATO CON GENEROSITA’ ED AMORE LA GIOVINEZZA
E LA VITA SULL’ALTARE DELLA PATRIA, GUIDATE LE NOSTRE ANIME SULLA VIA DEL DOVERE
E DEL SACRIFICIO E OTTENETE, CON LA VOSTRA POTENTE INTERCESSIONE, CHE IL CUORE DI
TUTTI GLI ITALIANI ARDA SEMPRE DEI DUE GRANDI AMORI: DIO E PATRIA.

COSI’ SIA


(Ricevuta dall’Associazione Naz. Famiglie Caduti e Dispersi in guerra - Sez. di Bergamo)

Torna ad inizio pagina

 

M) - PREGHIERA DEI COMBATTENTI E REDUCI

ETERNO IDDIO cui danno gloria i cieli, magnificenza la terra, obbediscono i venti e i mari.

BENEDICI noi, soldati di terra, di mare, di cielo: Combattenti e Reduci di tutte le guerre.

SORRETTI dalla Tua fortezza, abbiamo servito la Patria in Armi, nelle ore cruente della Sua Storia;
donaci la virtù di servirLa con onestà, libertà e concordia, nelle opere feconde della Pace.

ACCRESCI nei nostri cuori l’amore alla Religione, alla Famiglia, alla Patria.

FA che la Nostra Bandiera sventoli sempre simbolo di Civiltà, garanzia di Giustizia, segno di Vittoria.

ACCOGLI nella Tua gloria, in compagnia dei Santi Tuoi, i nostri Caduti e rendi la nostra vita degna del Loro sacrificio.

E TU, o Maria Vergine Bella, Madre di Gesù e Madre nostra, Castellana d’Italia,
veglia maternamente su di noi, sulle nostre Famiglie, sulla Nostra Patria.

COSI’ SIA.

(Ricevuta il 17 / 11 / 02 dalla Sezione Artiglieri di BS : STOCCHETTA e PREALPINO)

Torna ad inizio pagina

 

N) - PREGHIERA DEL REDUCE

A Te, Signore, Dio dell’Universo che ti sei degnato
di concederci la grazia di ritornare alle nostre case
e riabbracciare le nostre madri e le nostre spose,
noi reduci da tutti i campi di battaglia di cielo,
di mare e di terra col pensiero rivolto ai nostri fratelli
che hanno immolato le loro giovani vite al servizio
della Patria e che questa gioia non hanno avuto,
eleviamo il nostro più riconoscente ringraziamento.

Anche per l’intercessione della Vergine Santissima Maria,
Madre comune, noi che abbiamo provato pure
le sofferenze e le frustrazioni dei campi di prigionia
e dei campi di concentramento, Ti preghiamo,
Signore, perché simili esperienze siano risparmiate
ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Illumina i governanti affinchè impieghino tutte.
le loro energie per evitare il ripetersi degli errori
della guerra che, oggi, non avrebbe né vincitori né vinti,
ma porterebbe gli uomini ad autodistruggersi.

In Te fidiamo perché tutti i popoli siano animati
dallo spirito di fratellanza in Dio.
Nostro Padre.

Per questo Ti preghiamo. Ascoltaci Signore.

(di Carmelo Messina - da l’Artigliere n. 3/2001))

Torna ad inizio pagina

 

O) - UN PENSIERO PER L’ARTIGLIERE

Artigliere che sul Piave hai combattuto
Forza e coraggio hai avuto
Sangue e lacrime hai versato
Ma infine il nemico hai allontanato

Morti, feriti, dispersi
i sacrifici sono stati diversi
con forza e tenacia
l’Italia è stata liberata

Artigliere dignitoso e potente
Ogni giorno col cannone avanzavi

Gli eroi che in battaglia sono caduti
siano in cielo beati.

E con i baldi Fanti la Bandiera sventolavi.

La battaglia è stata vinta
Ma ovunque essa sia stata
L’Artiglieria è sempre arrivata
Il cannone si sentiva rimbombare

Per loro un pensiero e una preghiera
di gloria, di onore e di pace
per loro sventolare il Tricolore
e amarlo con tutto il cuore.

In terra, in cielo e in mare.

(da una Socia sostenitrice: Signora Spaggiari-Froldi Lina di Colorno)
Pubblicata su “L’Artigliere n° 2 / 2002

Torna ad inizio pagina

 

P) - GLI ALPINI

SUI MONTI TRA I GHIACCIAI NEVOSI,
CURVI IN MARCIA PER LUNGHE ORE SALGON
GLI ALPINI STANCHI, MA OPEROSI
CON UN PENSIERO O UN RICORDO IN CUORE.
SILENZIOSI, I CAPI ERETTI
E LO SGUARDO PURO RIVOLTO AL DESIO,
A SERA RITORNANO AI LORO DISTRETTI,
DALLE LABBRA NASCE UNA PREGHIERA A DIO.

SI FATICOSA E DURA E’ LA VITA
PER CHI LONTAN E’ DAL FOCOLARE;
UN GIORNO FORSE SARA’ FINITA
E FINALMENTE POTRAN TORNARE.

VIVA GLI ALPINI

Torna ad inizio pagina

 

Q) - L’ALPINO

SULLE VETTE, DI PRIMO MATTINO,
SIEDE SU DI UN ALTO PICCO, UN ALPINO.

QUEL SUO CAPPELLO VERDE CON LA PENNA NERA,
GLI DANNO UN’ARIA IMPASSIBILE, SEVERA.

GUARDA ALDILA’ DEI MONTI
E RICORA TUTTI I TRAMONTI
CHE SUL CAM,PO DI BATTAGLIA HA VISTO, DOVE HA PASSATO
GIORNATE INTERE.
ANCHE SE LE GIORNATE ERANO BUIE E NERE.

QUANDO SCENDE DALLE VETTE PENSA AI SUOI AMICI PERSI,
CHE NEL SUO GRANDE CUORE , COME NEL MARE, SONO IMMERSI.

UNA LACRIMA SCENDE DAL SUO VISO
E IL VENTO SCOMPIGLIA IL SUO CAPO ALBINO,
MA SI RICORDA DI ESSERE UN VERO ALPINO.

(Ricevuta da Carmela Tonni – via Soseto, 27 – 25085 GAVARDO (BS) - il 3 agosto 2002)

Torna ad inizio pagina

 

Q) - R) - PREGHIERA DELLA MAMMA DI UN ALPINO

SIGNORE MIO SIGNORE
MIO FIGLIO E’ PARTITO
DI GRIGO VERDE VESTITO
SENZA LO SCUDO SUL CUORE
MORIRO’ SE MI MUORE.

HA UNA PENNA SUL CAPPELLO
DI DURO PANNO IL MANTELLO,
FERRATE SCARPE, MOSCHETTO
UNA MEDAGLIA SOTTO IL FARSETTO.

SE CADESSE FERITO, HA UN PIASTRINO CUCITO
COL SUO NOME D’ALPINO.
E’ INNOCENTE COME UN BAMBINO.

GIA’ SUO PADRE SULL’ALPE E’ CADUTO;
UNA VALANGA C’E’ VOLUTO
A SPEZZARLO TANTO ERA FORTE,
UNA MONTAGNA A DARGLI LA MORTE.

MA MIO FIGLIO HA DA TORNARE
PERCHE’ HA IL GRANO DA SEMINARE;
UN FOCOLARE DA ACCENDERE
E IL MIO CUORE DA DIFENDERE.

IO? SONO VECCHIA COME LA TERRA.
ED EGLI E’ GIOVANE CHE FA LA GUERRA.

QUANDO PARTI’ MI DISSE “ADDIO”
NON DISSE “TORNO” PERCHE MIO DIO?

DI QUEL SALUTO HO TANTA PAURA
SONO UNA POVERA CROCE OSCURA.

MA SE L’ITALIA MIO FIGLIO VUOLE
SIGNORE DIMENTICA LE MIE PAROLE.

Lugana 1938 – Scuola elementare - Insegnante Vezzoli Alice
(Ricevuta il 7/7/01 dalla Signora Parolini Silva di Colombare di Sirmione)

Torna ad inizio pagina

Edited by Tiziano53 - 2013